Prevenzione dell’alcolismo: qualche passo avanti, molto ancora da fare. Adolescenti e giovani tra i soggetti a maggior rischio.

5 Giugno 2019 By

Si è appena chiuso il Vinitaly, la più grande vetrina sul mondo del vino e dei distillati. Per una decina di giorni,  su tv e carta stampata,  hanno impazzato,  con tanto di bicchiere in mano,  produttori, politici, ristoratori, bella gente del  jet-set.

A confronto, poco  si è visto o letto sulla Giornata di Prevenzione dell’ Alcolismo del 15 maggio. Per l’occasione è stata diffusa una  ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità , su dati ISTAT, che conferma che l’alcolismo in Italia è ancora un fenomeno frequente e  dannoso. Nel 2017 il 15% degli uomini e il 6% delle donne  (per un totale di circa 5,6 milioni di persone)   hanno ecceduto nel consumo di bevande alcoliche, con le maggiori percentuali  tra gli adolescenti (16-17 anni) e tra gli adulti ultra 65enni.

Non meno impressionanti sono i dati relativi alla moda del  binge-drinking ( il consumo eccesivo episodico). L’11,5% degli uomini e il 3,4% delle donne  (per un totale di circa 4 milioni di persone) hanno dichiarato di aver consumato, nell’ultimo anno, 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione. In questo caso le percentuali più elevate si sono riscontrate nei giovani  di 18-24 anni.

Circa i danni  dovuti all’alcolismo, l’Osservatorio Nazionale Alcol, dello stesso ISS,  ha ricordato le numerose patologie alcol correlate, quali sindromi psicotiche,  polineuropatie, cardiopatie, epatopatie, gastropatie.  Restano ancora elevati  i casi di mortalità totalmente alcol-attribuibile ( 1.240 nel 2015: 4.06/100.000 abitanti per gli uomini –  0.78/100.00 abitanti per le donne), con le epatopatie  al primo posto, seguite dalle sindromi psicotiche. La Lombardia si attesta leggermente al di sotto della media nazionale (3.8% e 0.75% ogni 100.000 abitanti).  Ancora elevati  sono i casi di mortalità parzialmente alcol attribuibile ( 17.000 casi) con cancro (7.852),  cirrosi epatica  ( 5.209) e incidenti stradali (1.019) ai primi tre posti. 

Nelle conclusioni della nota si sollecita un urgente cambio nella politica e nella cultura indotta dalle logiche di mercato,  per contrastare una causa evitabile di mortalità prematura, di malattie croniche e di disabilita’ (AZ)

Fonte:  Istituto Superiore di Sanità / Osservatori o Nazionale Alcol – Maggio 2019