MalaSanità e MalaEstetica

 

8 aprile 2018 – MalaSanità e MalaEstetica

 

Dopo pranzo faccio un salto al bar. Sono di malumore: ho ascoltato il TG5, il TG1 e il TG3: penso  alla piccola Nicole, relegata ormai tra le ultime notizie del giorno,  e all’assoluta mancanza di  informazione: non una data delle visite, non un accenno alle cure, non  un nome e cognome di chi l’ha presa in carico!

Il giornalismo d’inchiesta è morto e sepolto! Se poi sono coinvolti, fosse anche solo marginalmente,  i poteri forti, meglio lasciar stare! Meglio affidarsi a qualche ricordo strappalacrime (voleva fare la dottoressa da grande),  alla generosità dei genitori (donazione degli organi),  ai ricordi delle maestre e del  sindaco di Gottolengo.

I Tg copiano e incollano le veline degli uffici stampa e  riportano l’avvio di indagini interne, ministeriali, regionali e quant’altro.

La novità del giorno è che la procura della repubblica ha inserito nel fascicolo, per atto dovuto,  quasi  a scusarsi,  tutti i medici che l’hanno avuta in carico,  dal pediatra di libera scelta ai medici ospedalieri bresciani. Nessuna sospensione cautelare, nessuna inibizione dall’esercizio della professione, né dall’autorità giudiziaria, né tanto meno dagli alti dirigenti degli enti coinvolti!

Domani la piccola Nicole  verrà sottoposta all’autopsia: è stata indagata in vita con le apparecchiature più moderne della tecnologia sanitaria, è stata aperta e chiusa in neurochirurgia, ma tant’è!   Bisogna  aspettare qualche mese e avremo  la conclusione dei periti indipendenti!  Poi verranno gli avvocati e alla fine, presumo,  il tutto finirà come lo sfortunato caso di uno su un milione,  già previsto dall’esperto!

                                                                            Esco dal bar e mi ritrovo la vetrina di un Centro di abbronzatura,  Inferno Giallo recita l’insegna.  Mi ricordo di giovedì:  ero in farmacia  a Boario e l’amica farmacista mi ha guardato  preoccupata: Ti senti bene? Siediti per favore! Tu stai per svenire! Sei  pallido come un cadavere!  L’ho tranquillizzata: è un anno che non vado al sole!  Mi ha portato allo specchio:  beh sì! sono proprio pallido,  mi son detto, ma devo andare…..ciao, ciao.

Dai, oggi è domenica, faccio una lampada e prendo un po’ di colore! Suono all’ Inferno Giallo, mi viene ad aprire un ragazzo  tirato a lucido;  con  quattro passi sinuosi raggiunge il bancone e mi chiede cosa desidero. Una lampada al viso, gli rispondo.  Forte, media o leggera?  mi chiede. Leggera.                    Do’ un’occhiata in giro per vedere quale cabina mi assegnerà: ne conto almeno  5 o 6, ma la mia è proprio lì accanto! Con due salti, il ballerino afferra la maniglia, apre la porta, mi fa vedere una macchina tipo consolle d’aereo, smanetta due tasti,  mi invita ad accomodarmi in poltrona.

Sul dispay vedo che ci sono segnati 12 minuti: Voglio farne otto – gli dico. Non è possibile programmarne meno – mi risponde. E allora – aggiungo –  sia cosi cortese di bussarmi alla porta dopo otto minuti e di spegnere la macchina.  Non posso, mi dice,  sono impegnato in cabina e poi lo può vedere anche lei  il contatempo!

Gli domando: Ma come faccio a controllare il tempo se ho gli occhialini addosso? Occhialini? Mi chiede come se venissi da Marte!  Ma noi non abbiamo occhialini in dotazione!!!! Mi giro, lo saluto, ciao ciao.

Il ragazzo non sa che esistono obblighi di legge per la protezione dell’occhio, che l’utilizzatore di lampade UV dev’essere informato dei potenziali rischi e che gli occhi vanno sempre protetti: i danni possono essere importanti e la semplice chiusura delle palpebre non costituisce una protezione sufficiente. Se poi devo controllare anche il contatempo!!!!

Quindi , se passate per Brescia, in viale Piave 4, lasciate stare l’ Inferno Giallo: rischiereste di finire al pronto soccorso dove dovrebbero aver  altro di cui preoccuparsi!

 

Director

 

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